Librerie fuor di catena

Librerie fuor di catena

Le librerie indipendenti sono tutte quelle librerie che non sono di proprietà dei gruppi editoriali. Si tratta di attività commerciali libere, senza altro interesse se non quello di vendere libri, tutti i libri.

In Italia le librerie indipendenti sono poco meno di un migliaio, pari al 41 per cento del totale.

librerie indipendenti: numero di punti vendita

La loro ricchezza e importanza va, però, ben al di là dei freddi numeri e delle percentuali: rappresentano, infatti, luoghi dove le persone parlano e si confrontano, dove il consiglio del libraio è ancora un bene prezioso, dove la politica di assortimento e di presenza degli editori – anche quelli più di nicchia – è garanzia di pluralità e di libera circolazione delle idee.

Il funzionamento delle librerie indipendenti è molto diverso da quello delle librerie che appartengono a gruppi che ne gestiscono molte (librerie di catena) e ancor di più dalle cosiddette librerie “in franchising”.

Tutte le librerie di catena si assomigliano

Quante volte vi è capitato di vedere, nella vostra città o nei centri commerciali, librerie “brandizzate”?

Queste librerie, che portano il marchio di un editore, hanno un contratto di fornitura dei libri della casa madre particolarmente favorevole (sconto maggiore, tempi di pagamento lunghi, diritto di resa illimitato, ecc.) e operano in condizioni che le pongono in posizione di vantaggio proprio nei confronti delle librerie indipendenti. Inoltre, devono rispettare precise indicazioni in termini di arredo e disposizione degli spazi e di allestimento delle vetrine, per rientrare negli standard dettati dal brand.

Le principali catene di librerie in Italia sono Giunti al Punto (185 punti vendita), La Feltrinelli (120 librerie) e Mondadori (più di 600 negozi nelle diverse formule del Megastore, del Bookstore, del Mondadori Point e di Mondolibri).

Ogni libreria indipendente è indipendente a modo suo

I piccoli librai faticano a fronteggiare la concorrenza delle grandi catene: per proporre sconti nell’ordine del 15 per cento (divenuto ormai la prassi), infatti, devono farlo completamente a proprio carico, non beneficiando di agevolazioni da parte di distributori e case editrici.

L’assortimento e il rifornimento di titoli, l’organizzazione di eventi, incontri gli autori, corsi e workshop in libreria, l’organizzazione degli spazi e la scelta dell’arredamento sono, in una libreria indipendente, tutti affidati alla scelta del libraio, alla sua capacità di piccolo imprenditore, ai suoi contatti e preferenze.

Questi librai possono scegliere di specializzarsi in un determinato settore e fare della propria libreria un punto di riferimento per un determinato argomento, come i libri per ragazzi, gli illustrati, i viaggi, il mare o la montagna. Oppure possono decidere di mantenere un assortimento generalista, ma solitamente non mancheranno mai scaffali più forniti degli altri, sulla base della competenza del libraio o delle richieste della sua clientela più affezionata.

L’infinita varietà di queste realtà le rende un antidoto contro l’appiattimento del mercato librario.

Non è un caso, infatti, che il 41,3 per cento degli editori (dati Istat, “La produzione e la lettura di libri in Italia. Anni 2013 e 2014”) consideri le librerie indipendenti una risorsa su cui puntare per ampliare il proprio pubblico. Sono soprattutto i piccoli e medi editori, il cui catalogo è spesso qualitativamente molto alto, che sperimentano, che danno concrete possibilità a nuovi autori ed esperienze.

Del ruolo degli editori indipendenti vi parleremo nei prossimi articoli del blog, quindi continuate a seguirci!

Per tutti questi motivi è importante sostenere le librerie indipendenti. Noi ci crediamo: e tu?

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