I grandi gruppi editoriali: Mondadori

I grandi gruppi editoriali: Mondadori

Dopo il nostro approfondimento sulle librerie indipendenti, continuiamo a raccontarvi ciò che succede dietro le quinte del mercato editoriale, analizzando le strategie seguite dai grandi gruppi editoriali. Una piccola inchiesta sui rischi della concentrazione del mercato e quelli derivanti dalla commercializzazione spinta del prodotto librario, il cui valore aggiunto in termini culturali viene sempre più eroso. Cominciamo con il Gruppo Mondadori.

La galassia del gruppo

Arnoldo Mondadori Editore viene fondata nel 1907 e da allora la società a cui fa capo ha continuato a espandersi, arrivando oggi a possedere nove marchi editoriali: Mondadori Libri Spa, Edizioni Piemme, Giulio Einaudi Editore (50%), Mondadori, Mondadori Education, Mondadori Electa, Sperling &Kupfer Editori, Frassinelli, Harlequin Mondadori (50%). Un’offerta che si espande sia in ambito trade (narrativa e saggistica) sia in ambito scolastico, d’arte e illustrati, coprendo una quota di mercato del 24%.

Il Gruppo Mondadori è inoltre uno dei principali editori di periodici in Italia, con una quota di mercato del 32,1% nel 2015.

La catena di librerie

La casa editrice di Segrate può contare in tutto il territorio nazionale su oltre 600 punti vendita, tra bookstore, megastore e point.

La rete di vendita di Mondadori rappresenta, dunque, quella più estesa e si caratterizza per un modello operativo imperniato sul franchising. Il successo del modello di affiliazione proposto da Mondadori è dato dall’utilizzo dello strumento del conto deposito, che è in grado di spostare la gran parte del rischio e dell’esposizione finanziaria dalla libreria alla stessa casa editrice, che si propone anche come fornitore unico. Il franchisee, infatti, non paga le giacenze di magazzino, ossia le forniture di libri, ma paga, a seguito di una rendicontazione periodica, esclusivamente i libri venduti.

La lettura in digitale: Kobo

Grazie a un accordo commerciale con l’azienda canadese Rakuten Kobo Inc., produttrice dell’ereader Kobo, sia nei negozi fisici Mondadori sia sullo store online è possibile acquistare il dispositivo che consente di leggere gli ebook. A differenza di altri dispositivi come il Kindle di Amazon e l’iPad di Apple, il Kobo non rappresenta però un ecosistema chiuso ed è compatibile con gli ebook acquistati su qualsiasi piattaforma, in qualunque formato (esclusi i formati proprietari adottati da Amazon e Apple).

La partnership con Payback

I negozi Mondadori sono anche tra i partner della carta Payback, che dà la possibilità di accumulare punti fedeltà per ottenere premi presso diversi rivenditori, tra cui Kiko, Carrefour, Puma, Sephora. Non si tratta di una carta fedeltà specifica per gli acquisti di libri, dunque, ma comprende una vasta gamma di categorie merceologiche che poco o nulla hanno a che fare con un prodotto culturale come il libro.

L’operazione Mondazzoli

Mondazzoli è diventato comunemente il neologismo per indicare l’operazione con cui il Gruppo Mondadori ha acquisito Rcs Libri, la divisione libri del Gruppo Rizzoli Rcs che negli ultimi anni sta faticando a riequilibrare i propri bilanci. In questo modo, Mondadori ha di fatto eliminato dal mercato uno dei suoi principali concorrenti.

L’operazione Mondadori-Rcs Libri interessa l’intera filiera dell’editoria di libri: la produzione, l’acquisizione di diritti di autore, i servizi di promozione e di distribuzione, la vendita ai clienti finali. Non stupisce che il caso abbia sollevato l’interesse dell’Antitrust.

La relazione dell’Antitrust

Secondo quanto riportato nel dossier dell’Antitrust, i libri di Mondadori godono di una sovraesposizione nelle librerie del network: secondo i dati forniti dalla stessa casa editrice, in tutto il periodo 2010-2015 il livello della quota di vendita di libri della casa editrice di Segrate all’interno delle librerie del medesimo Gruppo risulta superiore di oltre il 10-15% rispetto a quella detenuta nel mercato. Ciò indica che le vendite di libri Mondadori all’interno delle librerie del marchio superano del 40-45% circa le vendite complessivamente realizzate sul mercato.

Mondazzoli: una posizione dominante nel mercato librario?

Gli editori indipendenti temono che l’ulteriore affievolimento dell’interesse di Mondadori a dare visibilità in libreria ai propri concorrenti possa portare a un inasprimento delle condizioni contrattuali loro applicate, attraverso l’imposizione di sconti sempre più elevati e di condizioni contrattuali suscettibili di incidere sui loro risultati economici.

Ma la situazione preoccupa anche le librerie concorrenti, sia indipendenti che di catena, che ricevevano da Rcs Libri una politica di favore (formule di pagamento volte a ridurre la loro esposizione finanziaria, investimenti commerciali). A questo si aggiunge che la dimensione dell’offerta e il fatto che questa comprenderà oltre il 50% dei Top 100 best seller renderanno imprescindibile per qualunque libreria avere i libri di Mondadori.

Di conseguenza Mondadori sarà in grado di imporre una modifica delle condizioni contrattuali in senso a essa più favorevole: per le librerie indipendenti il rischio è quello di un peggioramento delle condizioni applicate in termini di sconti, tempi di pagamento e tempi di riaccredito dei resi.

L’Antitrust ha dunque autorizzato la fusione, a patto che venissero rispettate alcune clausole: tra queste, il fatto che il Gruppo debba assicurare presso ciascun punto vendita di proprietà, presente e futuro, la presenza di un numero di titoli editi da concorrenti pari ad almeno il 40% del totale dei titoli esposti, con una garanzia di copertura di almeno 15 giorni.

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