Un giardino di libri da coltivare

Un giardino di libri da coltivare

Lo sapevate che in Italia esistono più di 4.500 case editrici attive? Grazie al loro lavoro, ogni anno vengono pubblicati quasi 69.000 titoli, tra novità e nuove edizioni. Romanzi, racconti, poesie, manuali, saggi di ogni formato, frutto dell’ingegno di innumerevoli autori, vengono confezionati, stampati e distribuiti per raggiungere i loro lettori.

Straziami, ma di libri saziami!

Per sottolineare la varietà di questa produzione si parla di bibliodiversità, termine coniato alla fine degli anni Novanta dagli editori cileni fondatori del gruppo “Editores independientes de Chile”. Il concetto riprende quello più noto di biodiversità, ossia la molteplicità di organismi viventi che popolano il nostro pianeta, nelle loro diverse forme, e dei rispettivi ecosistemi: un equilibrio delicato, che necessita di tutela, conoscenza, informazione.

La stessa cura che richiede, per l’appunto, la bibliodiversità, intesa come diversità culturale applicata al mondo del libro, resa possibile dalla diversificazione della produzione editoriale messa a disposizione del lettore.

Questa grande varietà rappresenta una ricchezza per la tribù dei lettori, perché moltiplica la possibilità che ognuno trovi il libro giusto per sé.

Non è però tutto oro ciò che luccica

Purtroppo la semplice esistenza di questa vasta produzione non garantisce un’equa distribuzione sul mercato: gli scaffali dei punti vendita sono, infatti, affollati di titoli dei grandi editori, che in Italia controllano anche le società di distribuzione (vale a dire gli intermediari tra editori e librerie) e le principali catene di librerie. Secondo l’appello del gruppo dei piccoli editori AIE, diffuso a dicembre 2015, i grandi editori coprono il 38% delle vendite, ma i loro libri rappresentano il 50% dei titoli presenti nelle librerie.

Chi è proprietario del canale di vendita, influenza la diffusione dei prodotti editoriali, oscurando alla vista del lettore una buona fetta di quello che lui potrebbe leggere.

Sono storie che non saranno raccontate, delitti che rimarranno irrisolti, amori che resteranno impossibili.

Il mio libraio è biblio-differente

Se il mondo del libro è un giardino, ricco di piante e fiori diversi, ogni libraio indipendente è un giardiniere che cerca di dare a ciascuno le giuste condizioni per prosperare. Danno luce, acqua ed eliminano erbacce e rami secchi, ognuno sulla base del proprio gusto e competenza.

Nessuno di loro è infallibile, ma la loro esistenza e diffusione sul territorio sono garanzia di libertà e di scelta per tutti.

Buona lettura!

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